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LINO DI NORMANDIA

Naturale, elegante, europeo: il segreto del tessuto di lino per camiceria più fine al mondo è nascosto in un bellissimo fiore azzurro.

La qualità di questa fibra è il frutto della combinazione di tre fattori: la disponibilità di terreni adatti, le condizioni climatiche favorevoli, l’eccezionale know-how dei linicoltori. Il lino viene seminato tra la metà di marzo e la metà di aprile. Il seme viene depositato uniformemente ad una profondità di 2-3 cm, per proteggerlo dal vento e farlo germogliare nelle condizioni migliori.

Il lino è una fibra europea per storia e tradizione: l’intero processo del lino di qualità si svolge in Europa, contenendo i trasporti e favorendo l’occupazione delle comunità che per tradizione secolare si sono dedicate alla lavorazione di questa fibra. Il Gruppo Albini sceglie il lino di Terre de Lin, la più grande cooperativa liniera in Europa.

Il lino è sostenibile: ha bisogno del know-how di generazioni di linicoltori per essere di qualità. Questa caratteristica lo mantiene radicato ai territori di origine, contribuendo al benessere economico e sociale delle zone di coltivazione. Terre de Lin applica una politica di remunerazione dei linicoltori corretta e condivisa, in base alla quantità e alla qualità delle fibre e dei semi prodotti.

Inoltre il lino è ecologico. Non produce scarti, tutte le sue parti vengono utilizzate. Non ha bisogno di irrigazione: è l’alternanza di sole e pioggia tipica delle regioni dell’Europa occidentale che si preoccupa della sua crescita. Gli insetti e i parassiti per natura non “attaccano” la pianta di lino, questa caratteristica permette di utilizzare una modesta quantità di antiparassitari. Un ettaro di lino trattiene ogni anno 3,7 tonnellate di CO2.

La natura, la composizione e l’architettura delle fibre conferiscono al lino proprietà eccezionali: massima resistenza, elevata capacità di assorbimento dell’umidità, proprietà isolanti e termoregolatrici, caratteristiche anallergiche.

Composta da un unico stelo, la pianta di lino, erbacea lunga e flessuosa, può raggiungere approssimativamente il metro di altezza. Il fiore azzurro non è altro che una piccola capsula composta da 5 lobi, ciascuno dei quali contiene 2 semi. La corteccia dello stelo contiene i fasci fibrosi disposti longitudinalmente, ognuno dei quali comprende le fibre elementari immerse nella pectina. È caratterizzata da una rapida crescita; il suo periodo di vegetazione è di circa 100 giorni.

Il momento della raccolta, fra luglio e agosto, è fra i più delicati dell’intero processo: la pianta va estirpata dal terreno in tutta la sua altezza, in questo modo si assicura la massima lunghezza utile della fibra.

Una volta estirpato il lino viene lasciato a terra, volutamente in balia delle piogge che innescano il processo di macerazione. La decomposizione attivata da umidità, vento e mitezza della temperatura, elimina i leganti degli steli consentendo di separare i fasci di fibre dalle sostanze di rivestimento e facilitandone in tal modo la successiva estrazione. Per la macerazione a terra il linicoltore non ricorre ad alcun trattamento, il processo è interamente naturale.

Una volta macerate con il giusto grado di umidità, le piante vengono raccolte meccanicamente e pressate in grandi balle che vengono identificate con un’etichetta che riporta i riferimenti del campo e del coltivatore, garantendone la perfetta tracciabilità.
L’operazione successiva è la stigliatura: le fibre tessili vengono estratte dal gambo, eliminando il residuo legnoso dal centro dello stelo. Le fibre a tiglio lungo, selezionate a mano all’uscita dalle turbine, vengono classificate sulla base delle caratteristiche e del colore. Le fibre di lino, coltura di nicchia, rappresentano meno dell’1% della produzione mondiale di fibre tessili.