Il valore della qualità
Lino
Dalle origini ad oggi
Diecimila anni di storia hanno segnato lo sviluppo degli impieghi di questa fibra vegetale, ritenuta la più antica del mondo. Le prime tracce della trasformazione del lino in tessuto si collocano attorno all’8.000 a.C., con un utilizzo largamente diffuso presso tutti i popoli civilizzati dell’antichità affacciati sul Mediterraneo. E’ in Egitto che il lino trova un primo sviluppo massiccio attraverso tecniche di trasformazione assai avanzate (6.000 a.C.). Raggiunge la massima diffusione in Europa, nel Medioevo. Neppure l’introduzione del cotone da parte degli Arabi, attorno al 1300, riesce ad offuscarne il predominio.
Con il Rinascimento, il gusto per uno stile di vita raffinato rafforza la presenza del lino nella vita quotidiana, in particolare nella produzione di lenzuola e camicie. Nei secoli seguenti, il consumo cresce ma le tecniche di coltura e di trasformazione restano quelle tradizionali: il lino continua ad essere lavorato a mano.

La meccanizzazione dell’industria liniera nasce tra il XVII e il XVIII secolo con la Rivoluzione Industriale, sotto la spinta di Napoleone I in Francia. Solo nella seconda metà del XVIII, con l’invenzione delle prime macchine di filatura e lo sviluppo dell’intensiva coltivazione nel Nord America, il cotone diviene un prodotto di massa e il suo utilizzo prevale definitivamente.
Oggi il miglior lino viene coltivato in Normandia e nel Belgio, da cui le migliori filature al mondo ricavano le materie prime.