Il valore della qualità
Seta
Dalle origini ad oggi
Le prime tracce nella storia risalgono al 2.800 a.C. al tempo della Cina degli imperatori. La leggenda tramanda come Hsi-Ling, prima moglie dell’imperatore Huang-Ti, scoprì il modo di produrre la seta osservando un baco che era caduto accidentalmente nel suo tè caldo. I cinesi riuscirono a conservare quel segreto per secoli fino a quando nel 420 d. C. una principessa sposò il principe del Turkestan. La giovane riuscì a trasportare uova di bachi e semi di gelso nascondendoli nella sua folta acconciatura, dando così inizio alla diffusione in tutto il mondo.
La seta divenne subito un importante bene di scambio grazie al suo altissimo valore per unità di peso. Il traffico commerciale si intensificò sempre di più, tanto da dare il nome alla maggiore via di comunicazione tra estremo oriente ed Europa: la Seidenstrasse.
In Italia la seta sbarcò nel 1146 in Sicilia per effetto della dominazione normanna e della presenza di alcuni prigionieri di Corinto, specializzati nella bachicoltura ed esperti setaioli. Da qui ebbe inizio la produzione e l’espansione in tutta la penisola, dando l’impulso decisivo per avviare una tradizione di filare prima e di tessere poi che ancora oggi generano lavoro e ricchezza.

Nel corso della storia i più fiorenti centri italiani furono Lucca, Venezia, Genova e Como. Nel 1869 a Milano vennero introdotti i primi telai meccanici, che rapidamente soppiantarono quelli a mano. Nel 1900 i telai meccanici in Italia erano 5.500, dei quali 3.500 rientravano nel distretto di Como.
I progressi che si realizzarono nel campo della tecnica consentirono di produrre stoffe di maggior pregio e di minor costo, permettendo a strati sempre più ampi della popolazione di poter acquistare tessuti raffinati. La seta andò così incontro alla democratizzazione, entrando cioè nel bilancio di classi sociali che in precedenza non potevano permettersene l’acquisto.
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