Tessuto a rigature diagonali che per effetto d’armatura non presenta diritto rovescio (effetto di dritto rovescio ottenibile utilizzando il twill).
Tessuto ad intreccio tela leggerissimo e trasparente. Il suo nome deriva da Jean Baptiste, antico tessitore francese di Cambrai, il primo a fabbricarlo, ma l’origine è incerta. Alcuni ritengono che il nome Batista sia stato dato per analogia con un'altra tela finissima, originaria delle Indie, chiamata "Baftas" (Batista). I tessuti originali erano fabbricati in materiale di lino molto fine, sia in ordito che in trama.
Tessuto in base popeline con piccoli effetti di armatura.
Tessuto con particolare effetto iridescente dovuto ai diversi colori dell’ordito e della trama.
Per tingere un prodotto tessile è necessario trattarlo con soluzione acquosa o con dispersioni di coloranti, con l’aggiunta di varie sostanze: sale, alcali, acidi e altri ausiliari. I coloranti disciolti nel bagno devono essere assorbiti e penetrare nella fibra. Finissaggio finale: Comprende una serie di operazioni che preparano il materiale tessile all’impiego voluto. Il finissaggio finale è spesso una combinazione di diversi processi di finissaggio.
Tessuto elasticizzato con in trama un filato di crespa. E’ molto meno elastico dello stretch e più compatto.
Tessuto robusto ad intreccio spina da 4 con linee diagonali che salgono da destra a sinistra. Viene normalmente impiegato per tute da lavoro e presenta la particolare caratteristica di avere l'ordito tinto in colore blu o bruno e la trama greggia. La denominazione di questo tessuto deriva da Nimes, città della Francia, luogo di origine del tessuto.
Generalmente sono tutte le strutture che si possono creare su un tessuto: vengono così definiti quindi tutti i tessuti operati.
La filatura è l’insieme delle operazioni che permettono di disporre una massa di fibre tessili (fiocco), inizialmente disordinata, in un’unità di grande lunghezza (filato). I processi di filatura sono molteplici e variano con le caratteristiche delle fibre da lavorare e con quelle dei filati da ottenere. Le diverse fasi del processo sono complesse e orientate al raggiungimento di un filato di qualità elevata, omogeneo, regolare, resistente e dalla pelosità minima.
Insieme dei trattamenti (purga, candeggio, tintura e/o stampa e operazioni finali chimico-meccaniche) cui si sottopone il tessuto per migliorarne la tingibilità, la stampabilità, l’idrofilia, il colore, la mano e l’aspetto.
I vari processi di finissaggio, in base al tipo di fibre, si possono così classificare:
- Preparazione
- Colorazione (tintura – stampa)
- Fissaggio
- Finissaggio finale
Tessuto di lana o misto lana con trama di cotone, a tessitura liscia o incrociata. Garzatura al diritto, morbida al tatto e molto calda, la flanella viene usata prevalentemente per indumenti a diretto contatto con la pelle: camicie, vestaglie, pantaloni e abiti da donna.
Tessuto piuttosto compatto ad intreccio spina da 4 o batavia da 4 utilizzato per abiti impermeabili. Il gabardine è caratterizzato da un effetto diagonale molto verticalizzato, creato da una prevalenza di fili di ordito rispetto alla trama.
Tessuto di cotone, è una variazione della semplice armatura a tela, con i fili di catena che, intrecciandosi mediante un telaio speciale, bloccano i fili di trama. E’ un tessuto elastico e leggero, dalla struttura porosa. Viene utilizzato per giacche, camicie e, frequentemente, nell’arredamento (tendaggi).
Operazione che mira, con l’impiego di sostanze naturali e sintetiche, chiamate “bozzime”, a migliorare la resistenza dei fili di ordito prossimi alle sollecitazioni meccaniche della tessitura senza creare problemi alle successive operazioni di sbozzimatura, tintura e finissaggio.
processo d’inserimento dei fili d’ordito nelle lamelle del guardiaordito, nelle maglie dei licci e nei denti del pettine.
Tessuto molto compatto e operato, solitamente bianco o nero, utilizzato per il davantino delle camicie da smoking o comunque da “sera”.
E' un tipico tessuto molto leggero, detto anche mussolina, da Mossul, città della Mesopotamia donde si ritiene abbia avuto origine. Solitamente è in tela.
operazione di preparazione alla tessitura. Ha lo scopo di preparare il subbio di catena da montare sulla macchina per tessere, avvolgendo su un subbio i fili, che devono avere uguale lunghezza e tensione, nel corretto ordine per poter ottenere sul tessuto finale il disegno desiderato.
Tessuto ad intreccio tela, sottile, molto leggero e trasparente. Viene realizzato con filati finissimi e in genere a capo unico. Le riduzioni sono sempre vicine a quelle della mussola. La particolarità di questo tessuto è lo speciale processo di finissaggio detto “finissaggio svizzero” che gli impartisce una particolare e caratteristica rigidezza. Il nome di questo tessuto deriva da quello antico della città Urghenz nel Turchestan che fu un mercato molto importante per gli scambi fra Asia ed Europa.
Il nome di questo tessuto deriva da quello della città inglese di Oxford. Tessuto utilizzato per camiceria da uomo e abiti da donna. Spesso è caratterizzato da un filato di ordito più fine di quello di trama che si combina molto bene con l'intreccio reps di trama. In diversi casi l'ordito è tinto e la trama bianca; viene così prodotto un effetto melange caratteristico di questo tessuto detto effetto Cambrais.
Si tratta di un tessuto, generalmente di lana o di cotone, morbido e rasato, fatto con intreccio, derivato dalla tela, in cui due fili di ordito incrociano due fili di trama. Per questo motivo viene anche detto tessuto a stuoia. Ha un aspetto simile agli omonimi cappelli.
Tessuto doppio di cotone che presenta effetti in rilievo ad imitazione del trapunto, il dritto è a fili fini e con una armatura tipo tela. Solitamente è molto corposo e ricco in quanto molto lavorato. Esiste anche la versione “a costine” che evidenzia delle cordonature longitudinali. Può essere sia a quattro, sia a due sistemi di fili.
Tessuto di cotone che assume un aspetto raggrinzito o increspato con l’azione locale della soda caustica.
Il nome di questo tessuto deriva da papalina, con riferimento alla città papale di Avignone, ove ebbe origine la sua fabbricazione. Il numero dei fili di trama è circa la metà di quelli d'ordito. Questa particolarità permette di avere righe dai colori netti e definiti, quasi per nulla sporcati dal filato di trama.
I materiali da nobilitare vengono preparati per la tintura, la stampa o la finitura. In questa fase si eliminano le sostanze ausiliarie usate nella filatura, tessitura o lavorazione a maglia (oli, cere, bozzime ecc.) e le impurità naturali ancora presenti nelle fibre, in modo da ottenere il grado di purezza necessario per la successiva lavorazione.
E’ l’ultima fase della filatura, che consiste nell’avvolgere il filato su un tubetto, che può avere forma cilindrica o conica.
Tessuto di cotone rasato, liscio e morbido con effetto lucido tale da sembrare seta. Effetto dato dalla particolare armatura utilizzata che presenta una caratteristica disposizione regolare dei punti di intreccio, che non sono mai uno accanto all’altro. Il rapporto di armatura si compone di almeno 5 fili e battute ma l’ordito si intreccia solo una volta per rapporto.
Tessuto di cotone realizzato da parti in armatura e parti in tela. I fili di base sono molto tesi e quelli d’effetto sono “rilassati”, per dare l’impressione di righe alternate con aspetto arricciato. Il vero Seersucher si forma con tensioni differenziate nell’ordito, ma gli stessi effetti si possono ottenere con il finissaggio. Viene impiegato per camicie da uomo e donna e per abiti.
Tessuto elasticizzato realizzato con un filato in nylon-lycra in trama. Ha la caratteristica di essere molto elastico (per esempio rispetto al comfort).
I fili dell’ordito vengono fatti passare sopra il rullo portafili - attraverso le lamelle, i licci e il pettine - ed avvolti sul subbio anteriore avvolgipezza. Alzando e abbassando i licci, si forma il passo dell’ordito, in cui viene inserito il filo di trama. Dopo l’inserimento della trama, il pettine batte sul filo di trama spingendolo verso il tessuto in formazione.
I tessuti si dividono in:
- da filati: tessuti ortogonali, tessuti a maglia, trecce e tessuti traforati.
- da fibre: non tessuti (feltri, agugliati).
- combinazioni: tessuti agocuciti e laminati.
Processo di lavorazione per la trasformazione del filato greggio in filato colorato, mediante l’utilizzo di sostanze coloranti. Fattori determinanti per la tintura sono l’uniformità, la penetrazione del colorante e la solidità.
Per titolazione si intende il sistema di misurazione di un filato che a causa della sua natura irregolare e comprimibile non può essere espressa come misura diretta del diametro, ma mediante un rapporto tra la massa e l’unità di lunghezza. Tex (titolo diretto): numero di grammi su 1000 m di filato. Denari (titolo diretto): numero di denari su 450 m di filato. Ne (titolo indiretto): numero di hanks per libbra.
Quadretto classico da mezzo centimetro di riga colorata su mezzo centimetro in fondo bianco, realizzato su una qualsiasi base zephir.
E’ un tessuto leggerissimo, con armatura tela, utilizzato sia per abbigliamento che per arredamento, realizzato con filati ad alta torsione. E’ trasparente e ruvido al tatto.
Tipo di tessuto generalmente di cotone ad intreccio tela che presenta la caratteristica di avere lo stesso numero di fili e trame al centimetro. Questo permette di ottenere quadri bilanciati in cui ordito e trama hanno lo stesso peso. La denominazione “Zephir” dovrebbe essere data ad un tessuto leggero e delicato come un soffio; il nome deriva da zéffiro.
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